Si, lo so messa così è forse un po' forte, ma voglio provare a spiegarmi. E' di qualche giorno fa un articolo sulla Stampa che riportava lo “studio” (si dice sempre così...) di un team inglese che definiva “felici” (ma che cavolo significa???) i bambini allevati da coppie gay. Insomma, tutto ok, tutto normale.... Perfettamente in linea con il leit motiv benpensante trendy, progress e conformista che NON è più in grado di distinguere una pera da una mela: anzi NON VUOLE distinguere. Distinguere, cioè saper discernere le DIFFERENZE, viene interpretato come “discriminazione” .... orrore! Quindi nella moderna fattoria, dove non esistono più “gender”, dove tutti sono intercambiabili, troviamo il pollo a fare la guardia, il cane che fa l'uovo, il gatto che starnazza nella pozzanghera e l'oca che fa lo psicologo o il ricercatore... Magari in un cartone animato tutto ciò sarebbe pure divertente, ma nella realtà? Nella realtà, parlando con un'amica che insegna alle elementari da quasi 20 anni, si denotano grosse carenze comportamentali ed affettive già nelle comuni coppie etero, che poi si riversano in disturbi comportamentali dei bambini: provocando dislessie, mancanza di concentrazione/attenzione, casi di isteria e per cui spesso si deve far ricorso ad uno psicologo. Già l'immancabile psicologo.
Invece il comune opinionismo cialtrone e progressista vuole che oramai la “famiglia allargata”, le situazioni più confusionarie siano la normalità. Non c'è film o fiction dove non ci sia la "quota rosa del diverso". Tanto il bimbo è sempre felice. Un accidente. Ma c'è uno straccio di psicologo, o pedagogo che abbia il coraggio di alzarsi in piedi a dire: signori, queste sono tutte fregnacce... i ruoli di mamma e papà NON SONO intercambiabili, ai figli vanno dati riferimenti decisi e stabili: definiti. Col cavolo che in questi ruoli si entra e si esce a piacimento, che si può portare la gonna o i pantaloni a tiramento di piedi, o magari raccontare le favolette col lupo dalle tette finte e il boa di piume. Ma c'è qualcuno che abbia il coraggio di dirlo? Di dire che se A VOLTE la famiglia “etero” è culla di soprusi e angherie, non è certo la “famiglia allargata” o “diversa” ad offrire maggiori garanzie? E' capitato solo a me di conoscere ragazze che si sono sentite rivolgere attenzioni “particolari” dal nuovo amichetto della mamma? Ma a parte questi casi, c'è qualche psicologo abbastanza LUCIDO da riconoscere che avere due “babbi” che girano per casa con le calze a rete e il rossetto, NON E' proprio la stessa cosa per il “bambino”? O perlomeno abbia il coraggio di dire “Signori: da adulti vivete la vostra vita come vi pare, ma non pretendete di coinvolgere CHI vi pare nei vostri menàge...” E agli sfigati di successo come Almodovar, che dire? Verrebbe da imbarcarlo destinazione “vaffa...”. Mentre da 20 anni fa film sulla “diversità” , come lui stesso vanta, in certi paesi i “diversi” ancora li appendono PER IL COLLO. Imperterrito, Almodovar è ancora lì a fare le pulci al Papa... come se fossero i paesi “cristiani” a vessare e perseguitare i gay... senza contare che i personaggi che tanto ama rappresentare nei suoi film, sono più spesso isterici e paranoidi, più che persone equilibrate e positive: la augurereste a qualcuno una famiglia di “isterici”?
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