Eccomi

Utente: hawkmoon269
Come mi è di istinto e di natura, la libertà è il mio nord ed il mio sud... Orizzonte senza fine e vento per le mie ali... P.S: Ognuno ha diritto di credere in qualcosa: io credo che andrò a farmi una birra!

Ipse dixit

La LIBERTA' era la religione di mio padre: e la libertà non ha bisogno di cerimonie nè di omelie... O.Fallaci

Avete sacrificato l'onore per la pace: avete avuto il DISONORE e la GUERRA... W.Churchill

Ballando col diavolo il diavolo non cambia: sei tu a cambiare... da:8mm

La demenza non può riconoscersi, così come la cecità non può vedersi - Apuleio

Il comunismo non si è mai battuto per altro, che non fosse l'affermazione di se stesso. Il resto è solo collaterale. - questa è mia

Ultime letture

Afghanistan, ultima trincea - G. Micalessin
Cosa sappiamo della mente - V.Ramachandran
La grande bugia - G.Pansa
Spingendo la notte più in là - M.Calabresi
Fascismo islamico - C.Panella
Il cacciatore di aquiloni - K.Hosseini
Infedele - A.H.Alì
Il libro nero dei regimi islamici - C.Panella
Il sangue dei vinti - G.Pansa
Vincere la paura - M.Allam
Occidentalismo -Buruma/Marghalit
I piccoli martiri assassini di Allah - C.Panella
I nuovi umanisti - J. Brockman
Il discorso dell'odio - A.Glucksman
Lo shock primario - L.De Marchi
Lettere ad un bambino mai nato - O.Fallaci

Warning

In questo blog chi non rispetta le buone maniere sarà cancellato. Qui sono molto apprezzati: Magdi Allam, Fiamma Nirenstein e Carlo Panella (x cui se non vi piace la "musica", potete lasciar perdere...)

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

lunedì, 09 novembre 2009
Reagan, l'attore. Fu sbeffeggiata e ridicolizzata la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America, da tanta parte della stampa e opinione intellettual della vecchia Europa. Persino nel popolarissimo film "Ritorno al futuro" ci si scherza sopra "Reagan presidente? e chi è ministro della difesa? Jerry Lewis???". Eppure il discorso con cui invitava Gorbaciov a tirare giù QUEL muro, non se lo sarebbe mai aspettato nessuno alla sua elezione. E ancor meno ci si aspettava che dopo due anni da quel discorso del giugno '87, il Muro sarebbe davvero venuto giù, ma non furono i sovietici ad abbatterlo: loro erano alla finestra, oramai impotenti, a IMPEDIRE TUTTO ciò. Perchè se avessero potuto impedirlo l'avrebbero fatto. Ma quel giorno i vittoriosi furono coloro che davvero avevano visto la DIFFERENZA tra la NATO e il Patto di Varsavia e che avevano capito da che parte stava la Libertà. Tutti gli altri, i non allineati, quelli per cui di quà e di là dal muro non c'era differenza, e quelli che ancora sognavano il "socialismo dal volto umano" - perchè quello vero era bestiale - alla finesta... sconfitti... Molti ancora non l'hanno capito.....  e festeggiano, smemorati, il crollo di quel sistema dispotico e terribile, al quale guardavano con occhi sognanti. Dimenticare che c'era chi era con l'Occidente, e chi nicchiava o ancor peggio difendeva il comunismo, significa non aver ancora capito niente di democrazia e libertà. Thank you, mr. Reagan.
postato da: hawkmoon269 alle ore 10:26 | Permalink | commenti (74)
categoria:pensieri, cultura, politica, esteri, comunismi, storia, informazione, post da leggere
giovedì, 15 ottobre 2009
Un tizio sconosciuto ai più, cerca di fare un attentato in una caserma, in modo talmente maldestro per cui l'unica vittima è stato proprio lui (volere di Allah?). Cane sciolto, si dice. Solo utimamente, sembra, avesse preso una strada un po' troppo militante, se no poteva passare per quelli che molti vorrebbero citare ad esempio di "integrazione". Imprevedibili, sono questi gesti isolati. Ma... Il MA è che, come solitamente succede in questi casi, passato il momento dei riflettori e dei tg tutto ritorna normale. Che dicono le tante comunità islamiche, così solerti a segnalare le vicende di "discriminazione", quelli che si inginocchiano per strada anche se bloccano il traffico, che pretendono la "moschea" per pregare, quando la moschea serve anche a molto altro? Nulla. Spallucce. Nell'agosto '08 ci furono 6 arresti, un paio toccarono anche la moschea della mia città. Che è successo? Nulla. Il sindaco alzò le spalle al cielo... i responsabili della moschea qualcos'altro. Insomma da gente che dice di essere così ATTENTA, DEVOTA e RISPETTOSA di una religione, io mi arrabbierei un pochino quando qualcuno la INSOZZA con gesti simili. Comicerei a prendere per le orecchie e cacciare a calci in culo certe teste calde che covano idee di questo tipo. Dove sono le mobilitazioni per dire ad alta voce: "noi con questi farabutti non abbiamo niente a che fare"? Dove sono le piazzate pubbliche col sedere all'aria per dire "chiunque si macchia anche solo di complicità con certi delinquenti, non troverà mai rifugio qui"? Come mai tanta omertà? Dico parliamo di gente che ha certezze e convinzioni profonde, dei forti princìpi: quando fa comodo pretendere. Ma in questi casi? Niente. Temo di sapere perchè: perchè di fondo questa AVVERSITA' non c'è. Ci si gira dall'altra parte e si fa finta di niente. Fino alla prossima volta.
mercoledì, 26 agosto 2009
Obama ha deciso di fare l'operazione "maquillage" mettendo sotto pressione la CIA: niente più torture, abusi etc., affidando all'FBI la questione interrogatori dei terroristi. Ma è una buona mossa? Trattare un'agenzia di difesa, gli agenti che la compongono come degli sgherri più inclini alle sevizie che fare di tutto per sventare attacchi agli Stati Uniti, mi pare molto ingeneroso e deleterio sul piano pratico. I giornali ci speculano su queste vicende, tenuto conto che c'era l'era Bush e qualsiasi nefandezza attribuibile è "sicuramente vera"... I paragoni però di certi casi avvenuti, come decessi in seguito a percosse, con le "torture psicologiche" tipo far ascoltare musica ad alto volume, impedire il sonno (il training di qualsiasi ragazzotto in discoteca...) sono veramente ridicoli. Senza oltretutto menzionare CHI era il soggetto in questione. Qualcuno si  scandalizzerebbe se ad essere "torchiato" in maniera rude fosse un killer pluriomicida della mafia? La verità è che gli agenti che si occupano di un settore così delicato, e che COMUNQUE RISPONDONO ad una LINEA DI COMANDO (quindi verificabili) sono gli unici a sapere con chi hanno a che fare - non certo i reporters da scrivania, militanti dei "diritti umani" o i lettori da divano che possono passare la giornata a disquisire su cosa può essere ritenuto "umiliante" (..... tipo l'ascolto forzato dei primi LP dei Metallica o AC-DC) e a loro, a parte i casi di eccessi ingiustificati o inutili, va sempre riconosciuta tutta la copertura necessaria. Quindi se c'è chi abusa è giusto che sia rimosso e processato, ma che si usi seta, velluto e scarpine di raso per la detenzione di gente votata alla guerra santa è davvero da fessi... Anche perchè, quelli dell'FBI, non si sentiranno confessare tutto quanto con la sola esposizione del distintivo.
venerdì, 05 giugno 2009

Come da copione Obama ha portato il “vento nuovo”, nell'approccio internazionale, soprattutto verso il Medioriente. Lo ha fatto dall'Egitto, dall'università di El-Azhar, luogo importante e simbolico. E ovviamente tutti a fare l'esegesi del suo discorso, di quel che “voleva dire”. Lo ha fatto con stile e il suo assodato charme. Ma chi c'è dall'altra parte? Perché è stato detto discorso “all'Islam”? Qualcuno si chiede se dalla parte opposta c'è qualcuno che può fare lo stesso e parlare in nome dell'Islam? Ha parlato di verità e rispetto reciproco, di porre fine al “sospetto” ma solo a chi ha in antipatia l'occidente in quanto tale, può pensare che quel che è successo A SEGUITO dell'11 settembre, sia una guerra di “religione”. Prima di tutto, ai soliti denigratori del suo predecessore, Obama si può permettere di fare un discorso di questo tipo, perché non è successo a lui di ritrovarsi con le macerie delle Twin Towers fumanti, in mano (ve lo immaginate un qualsiasi presidente a fare lo stesso anche solo un anno dopo l'attentato?). Senza contare che questa “apertura” non tiene conto di una cosa: dei moti di giubilo che tanti musulmani hanno avuto, all'indomani dell'11/9, in tanti paesi, e non certo “organizzati dai regimi”. Quindi a quale interlocutore si rivolge? Alla gente comune, ai regimi o ai teocrati? Ancora, sulla tolleranza, Obama dice che “ha visto con i suoi occhi la tolleranza dell'Islam in Indonesia, da giovane”, e come mai NON è il modello “tollerante” ad avere i predominio nei paesi islamici? In più se gli USA sono diventati patria di tutte le religioni e tutte le razze, è per il loro DNA, basato sullo spirito dei Padri Fondatori, che non mi risulta avessero il Corano sottobraccio. I musulmani sono arrivati dopo ed hanno potuto convivere CON ciò che già c'era, non è che hanno fondato loro gli USA. Sul caso Israele-Palestina non mi pare che abbia spostato un granché: è più facile “ragionare” sui limiti degli insediamenti, o con dei fanatici che negano il DIRITTO DI ESISTERE alla controparte, in nome della loro RELIGIONE? In più questo bel discorso credo che avrebbe avuto più presa, quando le strade del Cairo erano più simili a quelle di Londra: con ragazzi in jeans a zampa di elefante – come ricordava Magdi Allam – rispetto ad ora che è piena di donne velate. Perché la verità è un tantino più scomoda: sarebbe l'Islam a doversi preoccupare della SUA IMMAGINE, visto che non ha saputo, e non pare ne abbia nemmeno la VOGLIA, di cacciare a calci in culo tutti le teste calde che predicano la “guerra santa” dalle loro moschee. In casa loro e IN CASA NOSTRA. Perché le moschee, quelle continuano a volerle. E fintanto che continueranno a fare arresti e assembramenti davanti alle nostre basiliche, il sospetto, sono LORO ad alimentarlo, altro che balle.
Insomma, io non sono tanto entusiasta di questo “storico” discorso, anche perché lui ha parlato in nome degli Stati Uniti, democraticamente eletto e legale rappresentate, e tra uno o due mandati, gli USA rimarranno gli USA e continueranno ad eleggersi un presidente. In nome dell'Islam chi è che prenderà la parola?

sabato, 16 maggio 2009

L'ennesima paternale sul rischio “xenofobia” fatto dal presidente Napolitano dimostra che ragionava male da giovane e con gli anni non è migliorato. Avevo scritto qui per quale motivo non riconosco l'autorità morale del suo ruolo, visto il suo passato, e sentire bofonchiare paralleli con gli anni bui delle leggi razziali dimostra la palese ingratitudine verso il suo stesso paese, dimenticando che negli ultimi 10 anni ha visto raddoppiare (da 2 a 4 milioni) la presenza di immigrati ai quali si fornisce sanità, istruzione e agevolazioni abitative. Non grazie a lui personalmente MA GRAZIE agli italiani, alla malandata Italia, che però da decenni raccoglie gente in mare, tollera situazioni croniche di irregolarità, per questa nostra elasticità di chiudere spesso un occhio, se non tutti e due. A questo punto più che additamenti al “razzismo” servirebbe che qualcuno dicesse anche un GRAZIE ad un “tessuto sociale” con un sacco di problemi, di sottosviluppo e di criminalità – quest'anno funestato pure da un terremoto - e che nonostante tutto non è mai stato rigoroso come la Svizzera, con coloro che entrano nel paese. Quindi accodarsi alle critiche internazionali, pronunciate tra l'altro da chi proviene dallo stesso BRODETTO politico/storico – irrita veramente: un vero Presidente della Repubblica credo che al contrario dovrebbe DIFENDERE il proprio paese invece che remare contro, per fare da sponda ai “vecchi compagni”. Tenuto conto che prima del mare mediterraneo CI SONO altri paesi a cui chiedere aiuto e rifugio: visto che proprio quella manica di sfigati dell'ONU aveva assegnato alla Libia la presidenza della Commissione internazionale sui diritti umani. Una manica di COSTOSISSIMI sfigati sempre buoni a fare conferenze in doppiopetto e pretendere finanziamenti, mentre alla fine sono sempre coloro che lavorano e pagano le tasse ad essere munti. L'Italia è il suo paese, signor presidente, e lei dovrebbe difenderlo, se per caso se lo è dimenticato.